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PPI

Il Producer Price Index (PPI), l’indice dei prezzi alla produzione, è un indicatore che misura la variazione dei prezzi di un paniere di beni destinati ai produttori nelle fasi del processo produttivo (prodotti grezzi, beni intermedi, prodotti finiti).

Inizialmente l’indagine riguardava solo i beni prodotti dal settore minerario e manifatturiero, ma successivamente si è iniziato a raccogliere anche i PPI relativi ai prodotti delle imprese come quelle costruttrici, finanziarie, del commercio e del settore dei servizi.

PPI: caratteristiche

I prezzi alla produzione vengono elaborati sulla base dei dati ricevuti da un campione composto da aziende di varie dimensioni e vengono poi elaborati in forma statistica.

All’interno di questa indagine, l’indicatore più significativo è quello dei prodotti finiti (finished goods price index), ossia di quei beni già pronti per la vendita. Le variazioni nei prezzi delle merci finite sono un indicatore utile per analizzare l’andamento dei prezzi delle commodities. Le variazioni sui prezzi delle materie prime segnalano delle possibili pressioni inflazionistiche.

Core PPI

Nel Forex si fa molta attenzione anche al core PPI, l’indice al netto delle componenti solitamente soggette ad una forte volatilità ed in grado di oscurare il trend sottostante, come cibo ed energia.

Il core PPI è come un indicatore dei prezzi al consumo, in quanto misura le variazioni dei prezzi dalla prospettiva dei venditori, mentre il CPI (Consumer Price Index) le misura dalla prospettiva dei consumatori.

Come si interpreta?

Solitamente un incremento dei prezzi alla produzione, specie se inatteso, viene accolto negativamente dal mercato, perché potrebbe tradursi in una crescita generale dei prezzi.

Sul Forex, invece, una lettura inaspettatamente superiore alle previsioni, tende ad avere effetto rialzista sulla moneta nazionale. Un PPI in aumento, infatti, potrebbe portare a tassi d’interesse più alti. Nel lungo periodo, tuttavia, se questa situazione si protrae, potrebbero insorgere timori per le pressioni inflazionistiche dovute all’aumento dei prezzi e che possono portare ad effetti negativi (e ribassisti) per la valuta in questione.